Mi presento

Maria Teresa Basso

Maria Teresa Basso

Devo ai miei genitori l’amore per la natura e in special modo per i funghi e i cani, grandi passioni della mia vita.
In casa mia quando sono nata c’erano già cani, mio padre non avrebbe potuto vivere senza di loro, erano bretoncine, sempre e solo femmine, cagnine da caccia, e lui andava a caccia in effetti, ma alla fine, come diceva lui stesso “vaggu a fa pià un po’ d’aia au scioppu”, cioè vado a far prendere aria al fucile… e a portare il cane a correre nel bosco ovviamente!
A quella povera Diana che accompagnò con tanto amore e pazienza la mia infanzia ne ho fatte di tutti i colori, le mettevo le mie magliette, il bavaglino… Santo cane…
Mio papà adorava i cuccioli mentre mia madre era sempre contraria, ma come darle torto ora a ragion veduta, visto che doveva occuparsi di un marito e di quattro figli! Quindi a ogni calore lei teneva in casa la cagnina di turno, che però riusciva misteriosamente a scappare a mio papà quando la portava fuori per i bisognini… nascevano quindi ogni tanto dei bellissimi cucciolini meticcetti per lo più, che accudivo poi io, e assistevo pure al parto. Fiumi di lacrime ovviamente quando se ne andavano…
Nonostante le origini vissute con dei taglia media o medio-piccola ho sempre pensato che il cane dovesse essere grande, tale da portare al guinzaglio e impossibile portarlo in braccio, con un adeguato carattere, dolce ma forte. Con la maturità e l’indipendenza dalla casa materna ho sempre avuto cani decisamente grandi: Terranova, Bovaro del Bernese..
Un giorno in un’escursione in montagna arrivata ad un rifugio con Easy, la mia adorata Bovara Bernese, ho visto un cagnino piccolo e terribilmente agile, correva e saltava in modo che sembrava non toccasse neppure terra, era compagno di vita di un cagnone imponente, un Leonberger che lo guardava incurante delle sue istigazioni al gioco e alla corsa… ma chi me lo fa fare, troppa fatica, sembrava volergli dire, corri tu anche per me dietro a quella insulsa pallina… il piccolo stava giocando con il suo proprietario, e ci voleva poco per capire che nel gioco l’umano si stava ingegnando per riuscire a fregare quel piccoletto, che pareva saperne una più del diavolo, e che sprizzava energia e gioia di vivere!
Mi chiesi se il piccolo fosse un meticcetto, ma non ne ero così convinta, qualcosa mi ricordava, anche se di razze di piccola taglia non sapevo granché, non mi interessavano molto, mentre dei grandi avevo una discreta cultura e diciamo che in genere la cinofilia mi ha sempre appassionata.
Ci è voluto poco a capire che era un Jack Russell, e ancor meno a desiderare di cercare un compagno che desse una botta di vita alla mia Easy e alla mia stessa vita!
Purtroppo Easy aveva la Leishmaniosi, e sebbene fosse giovane, tenuta sotto controllo e reagisse bene alle terapie, certe cose in montagna con me non le poteva più fare, ci restavano le tranquille passeggiate nei boschi, ma senza esagerare per non rischiare la salute.
E allora una compagna di escursioni per me e compagna di giochi per lei sarebbe stata l’ideale.. di piccola taglia meglio, per limitare i problemi logistici.
Dopo accurate indagini su carattere, esigenze e attitudini dei Jack Russell, e avere stabilito che ci poteva essere compatibilità (cosa che ritengo assolutamente fondamentale e che tutti dovrebbero accertare prima di scegliere un compagno di vita peloso), è iniziata la ricerca di una cucciola.
Maya e EasyrwCon un musetto tricolore è stato amore a prima vista… e così è arrivata in casa mia Maya! Ricorderò sempre quando sono entrata dal cancello con in braccio questa cuccioletta di due mesi, grande quasi come il naso di Easy, che alla vista di questo gigante di 50 kg tremò spaventata… poverina, lei aveva visto solo la sua famiglia, e non erano certo così grandi, cosa mai sarà stato questo coso peloso enorme??? Ma lo spirito del jack prese il sopravvento immediatamente dopo il primo impatto, e allora fu il gigante buono a chiedersi cosa avesse questo microbo insolente da ringhiare !!!
Iniziò una grande amicizia e complicità fra di loro, e una bellissima vita tutte insieme. Io fin da piccola avevo un sogno, quello di allevare… un sogno probabilmente nato quando con grande gioia e anche sacrifici, perché mi alzavo ad ore impossibili per accudirli prima di andare a scuola, mi occupavo dei cani di papà, dei loro cuccioli, e non solo dei cani, dei conigli, dei porcellini d’India… allevare non era certo visto come una professione, ma come una passione, era una vita vissuta con gli animali, questo mi attraeva.
Purtroppo né con i Terranova né con la Bovara Bernese ero riuscita ad avere la gioia di una cucciolata, né avevo potuto pensare di poter iniziare a realizzare qualcosa, anche perché la vita poi mi aveva portata per altre strade, e avevo accantonato il sogno…
Ma il sogno tornava ogni tanto alla mente, anche se non ci contavo più di tanto e non volevo confessare neppure a me stessa quanto mi sarebbe piaciuto realizzarlo, forse per il timore di auto-deludermi… allora avevo Easy, Maya, un lavoro e una vita indipendente, anche se in effetti era un momento un po’ difficile, sia per il lavoro che per la mia vita privata.
L’idea di prendere un’altra cucciola mi faceva dimenticare un po’ il disastro della mia vita, mi risollevava nei momenti in cui il morale andava a terra… e quindi mi misi alla ricerca.
Inizialmente forse avevo più bisogno di qualcosa in cui sperare, di qualcosa che portasse un po’ di serenità e voglia di tornare a sorridere…era questo che mi spingeva a cercare una cucciola piuttosto che la voglia di realizzare il vecchio sogno… ma poi una cosa non escludeva l’altra, in effetti, e chissà, magari con il tempo un giorno sarei riuscita…
Nel frattempo, come mia abitudine da brava secchiona, avevo anche studiato un po’ la lezione, mi ero documentata su linee di sangue, allevamenti ecc.
Navigando ero arrivata in un sito… una foto di un gran bel Jack tricolore liscio mi aveva colpita e… mamma mia quanto c’era da leggere…pensavo fosse troppo, ma lessi tutto quasi d’un fiato, e mi dissi che una futura cucciola l’avrei voluta prendere lì, e se possibile parente di quel bellissimo Jack Russell, Zorro.
Presi contatto scrivendo una mail chilometrica, poi  mi pentii anche un po’, pensando che poverino questo allevatore avrebbe dovuto prendere ferie per leggere tutto, ma io avevo letto tutto quanto aveva scritto nel sito, dunque…
DSCN8856rwArrivò così Lolita, e iniziò una bellissima amicizia con Francesco, il suo allevatore, anzi Allevatore, con la A maiuscola… e con lei tornò il sogno e la voglia di realizzarlo. Dopo le cucciolate di Maya e di Lolita decisi di chiedere l’affisso, mi è sempre piaciuto fare le cose in regola, per bene, quindi mi sembrava una scelta inevitabile, volevo che i miei cuccioli avessero una loro identità e un loro nome, e che questo rimanesse nei loro documenti, anche se sicuramente siamo e resteremo sempre un piccolo allevamento, con piccoli numeri e senza grosse pretese.
L’obiettivo fondamentale è riuscire a fare felici delle famiglie così come lo sono stata io ogni volta che una cucciola è entrata in casa mia, dare cuccioli sani, allegri, di buon carattere e il più possibile corretti dal punto di vista morfologico per contribuire a fare crescere questa meravigliosa razza.
Con le mie “ragazze facciamo agility, è un grande divertimento per me e per loro, è incredibile la simbiosi che si instaura facendo sport o attività insieme, che sia agility, obedience, disc dog, dog dance, tana o altro, se avete la voglia e il tempo lo consiglio sicuramente a tutti, il rapporto con il cane cambia, migliora notevolmente.

Maria Teresa Basso

Maria Teresa Basso

Loro vivono con me, condividiamo tutto. Il mio lavoro ha anche una componente piacevole che mi porta a frequentare i boschi, e loro con molta gioia mi seguono nelle escursioni micologiche, con un po’ di pazienza sono anche riuscita a insegnargli a non distruggermi i funghi che devo fotografare! E se qualche volta capita pazienza… la gioia di averle con me vale pure qualche piccolo inconveniente!